INTERVISTA ai WHITE WIDOW (01-07-2005)



Ciobin: Chi sono i White Widow? Come mai questo nome?

WHITE WIDOW: I White Widow sono Teo e Saro, il primo studente di professione e MC, il secondo tecnico del suono e arrangiatore di professione, dj e beatmaker per diletto.
Il nome White Widow nasce a metà del 2002, e ci colpisce il fatto di poter dare 3 significati alla stessa parola ,sconnessi tra loro ma connessi a noi..
1-White Widow è il nome di un ragno, la vedova nera albina, un animale raro e fuori dai canoni, un po come può sembrare la nostra musica alle orecchie di chi è molto legato a un genere musicale.
2-White Widow tradotto letteralmente significa "vedova bianca", e ci piaceva molto l'idea di una donna vedova, che invece di indossare il classico abito nero, si veste di bianco. Noi lo interpretiamo come slancio verso il futuro senza il peso di un passato che,....si.... ti deve appartenere ma non ti deve limitare!
3-Be , e poi White Widow è un nome molto famoso tra i frequentatori dell'Olanda e dei suoi coffee shop, e noi in quell'estate 2002 ci trovavamo la..

C: Come è nato questo cd? come ci avete lavorato?

WW: Il cd è nato in un anno e mezzo, e ha dovuto superare tutte le difficoltà che un gruppo e un etichetta neonati possono incontrare.
Saro: nell'aprile 2002 quando ho iniziato ad allestire il mio studio, che poi sarebbe diventato il vero e proprio studio di registrazione della nostra etichetta Elitetoile, io e Teo abbiamo cominciato a registrare alcuni brani, da subito ci siamo accorti che i mezzi a nostra disposizione ci permettevano di creare pezzi che andassero ben oltre il classico loop da campionatore, quindi forti di uno studio e delle nostre conoscenze abbiamo iniziato a vedere i nostri arrangiamenti contornati di "strumenti veri".
Ogni parte dei beats e degli arrangiamenti che seguo io, e ogni parte vocale che segue Teo, nascono e si evolvono insieme per dare vita non a un beat con sopra una strofa, ma per dare vita a un brano, a un pezzo.. troppe volte si sono sentite rime e metriche stupende su beat anonimi e intercambiabili.Qui si ascoltano canzoni.
Utilizzando il classico Akai950, fino ad arrivare a Reason, passando per Saxofoni, chitarre acustiche, e persino band al completo (in Wind of change)... Cosi nasce "Non è la risposta EP" da una scelta di alcuni brani che potessero darci un punto di partenza solido, per poi assodare nel prossimo lavoro la nostra linea, dove è l'Hip-Hop a tenerci insieme e dove è la musica (in senso più generale) a darci la spinta, per fare in modo che i White Widow non siano l'ennesimo gruppo che fa HipHop, ma un gruppo che grazie all'HipHop fa la sua musica.

C: Parlami un po' di ogni pezzo del cd

Saro: Eternamente ricercati, è l'evoluzione del primo nostro pezzo insieme, apre il disco come tributo alle nostre radici. La versione iniziale si può ritrovare come ghost track alla fine del disco. Dopo un mio primo riarrangiamento utilizzando un basso distorto suonato dal vivo, Teo ha voluto rivedere la sua parte vocale, mentre il ritornello è rimasto uguale, molto carico di energia.
Teo:.... si, ho rivisto le strofe perchè essendo stato il primo pezzo insieme la differenza temporale e stilistica con gli altri brani era troppo visibile. Si tratta di una canzone autocelebrativa, quindi l'energia del brano è a scapito dei temi trattati, ma il ritornello da una carica alla quale non potevamo rinunciare,
Saro: Non è la risposta è un brano nato dalla rabbia. Un campione di piano con un beat molto lento, velocizzato da un hi-hat in sedicesimi che suona come il ticchettio di una bomba. Volevamo parlare di guerra, il principale tema di attualità in quel periodo, e in quel caso ho detto anch'io la mia, infatti nel finale cè un reprise dove ho inciso una mia strofa. Abbiamo voluto esprimere la nostra disapprovazione all'utilizzo della guerra come strumento per arrivare alla pace. "..nella guerra lapidaria tra l'oceano,in terra giace la pace,incapace di reagire o di reperire un nesso tra se stessa e chi nel centro ce l'ha messa..." nei versi che ho appena citato cerco di esprimere appunto l'incoerenza di questo gesto, come possa sussistere l'idea di fare la guerra per portare la pace...
Teo: quando ho sentito la prima volta il beat da Saro ho capito subito che quello era un brano che doveva avere spessore nei temi, e ci siamo trovati subito daccordo sull'argomentazione da scegliere. Dovevo trovare il modo giusto e osservando intorno a me scrissi "Guardo in controluce..." poi voltandomi verso la tv iniziai a dare le parole a tutte quelle immagini che ogni giorno riempivano i telegiornali. Ed è appunto dalla contrapposizione delle nostre culture, dei nostri gesti, dal trucco e dalla messa in piega delle nostre giornaliste contrapposto al sangue delle donne di Baghdad, che nasce la nostra critica.
Qualunque sia la domanda, Guerra Non è La Risposta.
Saro: "Quel ricordo che non ho" è una canzone che parla d'amore. Nei nostri pezzi non vogliamo ritrarci come guerrieri della strada, o re delle jam, vogliamo che chi ascolta possa capire un po come la pensiamo e un po come siamo, e alla fine siamo persone normali, e come tutti ci innamoriamo.Il brano di matrice HipHop si sviluppa attraverso delle sonorità Pop, perchè penso che la musica pop sia adatta a esprimere sentimenti di questo tipo, e in ogni caso in quel momento mi andava di scrivere un pezzo cosi. Il fatto di indossare i pantaloni larghi e ascoltare i Club Dogo non deve diventare una limitazione, io mi faccio forte delle mie conoscenze in questa cultura per arrivare dove mi portano le mie emozioni, e le emozioni non tengono conto dei generi musicali.
Teo: L'abbiamo scritto nell'estate '03 partendo da una piccola strofa di Saro, con un beat creato da alcuni campioni presi dai dischi che aveva comprato a Parigi durante un viaggio che abbiamo fatto a Caponord. Ritmo lento e flow sussurrato, niente di più, mi erano rimaste delle cose da dire perchè gli amori estivi sono sempre troppo brevi per dirsi tutto quello che si vorrebbe dire, cosi invece di dimenticare, ho voluto ricordare quello che cè stato e quello che non cè stato nel migliore dei modi, io e Saro avevamo questo intento in comune, ed è nata "Quel ricordo che non ho".
Saro: "Follia" è il pezzo forse più ermetico nelle descrizioni. Nasce da un beat frenetico, sul quale ho registrato un violinista, e me stesso al Sax e al Piano. Ho voluto che il beat talvolta si intersecasse con la ritmica della voce, per renderlo più compatto. Per il resto è un brano con un arrangiamento molto vicino alla tradizione HipHop, se non in una breve digressione con una chitarra rock nel ritornello.
Teo: Un pezzo istintivo nella sua creazione. Molto polemico, farcito di rime che volutamente complicano a tratti le figure che vogliamo descrivere. Il tema principale comunque rimane la follia della nostra società, e della nostra Tv che impersonifica lo stile di vita italiano. Si passa dai "pagliacci grassi" dei salotti politici che parlano di censura, alle pazzie degli intrattenimenti domenicali,dalla mania del gioco a premi, agli scandali sulle truffe nei programmi, fino ad arrivare alla morte dell'informazione e dei media.
E noi White Widow preferiamo essere ritenuti folli, piuttosto che prendere parte a questo lato della società in cui non ci riconosciamo.
Saro: "Wind of Change" è il brano dove spieghiamo la nostra visione a proposito dei generi musicali. Per l'occasione ho deciso di registrare una band al completo e siccome l'intento era abbattere i generi musicali, ho scelto un sound di tipo metal, che unito alle metriche di Teo, avrebbe dato vita a un crossover ovvero un vero e proprio incrocio di culture.
Il risultato,a nostro parere, è stato raggiunto ottimamente, i riff potenti e gli assoli tecnici si fondono perfettamente con le ritmiche di Teo, e la qualità del suono e dell'esecuzione sono davvero ottimi.
Teo: L'invito è sempre quello, non chiudetevi in un genere musicale. "non m'accusare di lasciare la cultura, l'hiphop è dentro me nella mia ossatura,ma cerco anche l'innovazione,provo a cambiare la situazione, cerco di esprimermi in una lirica al di fuori della convenzione...", questo è un po un inno alle nostre radici musicalmente varie, e allo stesso tempo una critica a chi snobba la nostra musica perchè esce da un genere in particolare. I generi servono per dare un nome alle varie direzioni musicali, non per costruire muri e cancelli invalicabili..


C: Hai fatto featuring?

WW: A livello musicale si, abbiamo ospitato vari strumentisti, talvolta anche in fase di affermazione nel loro campo musicale. A livello vocale no, abbiamo preferito mantenere una linea solida solo con Teo alla voce, perchè essendo il primo lavoro ufficiale avevamo bisogno di identificarci chiaramente come stile, e i featuring avrebbero fatto confusione.
Nel prossimo lavoro abbiamo già qualche featuring in cantiere, e ci saranno perchè ci sarà il posto, niente di forzato. Nel nuovo disco si respirerà un'altra aria.


C: Con chi vorresti collaborare e perché? sia italiani sia stranieri

Teo: La prima collaborazione di certo sarebbe quella con Eminem, amato o odiato che sia, per me rimane sempre uno che ha creato una nuova concezione di rap, e ha saputo reinventarsi e calarsi in mille personalità conservando sempre la propria identità, lo stile Eminem è inconfondibile! Per quanto riguarda la scena italiana sarei felice di collaborare con Lord Bean e con Moder de "Il lato oscuro della costa" un gruppo di Ravenna che ho avuto modo di conoscere e che stimo molto sotto il profilo artistico! Per quanto riguarda le produzioni, spingo e apprezzo sempre Fritz Da Cat, sa avere molto stile HipHop e conservare una melodia sempre azzeccata.
Saro: Anch'io daccordo con Teo cito tra le mie collaborazioni quella con Eminem, un po per gli stessi motivi che ha elencato prima lui. Ma per me al primo posto starebbe la collaborazione con Mc Solaar, che stimo incredibilmente in quanto a tecnica e scelte musicali, inoltre lo ritengo più valutabile, perchè,seppur l'ambiente francese sia notevolmente diverso dal nostro e l'hiphop sia una macchina sempre più potente in questo Stato, si tratta di una realtà in ogni caso più paragonabile alla nostra, nel contesto di uno Stato nella stessa Europa sempre più unita.
La differenza sostanziale tra USA e Francia è che oltreoceano qualsiasi disco con stampato il nome di Dre si tramuta in milioni di copie, mentre in Francia l'HipHop è supportato ottimamente ma convive con realtà da classifica diverse, perciò stimo Solaar perchè è un genio, Eminem rimane un altro mito,ma non dimentico che è nato nel posto più giusto..
A livello italiano mi piacerebbe molto lavorare con Fish, perchè lo stimo per le sue produzioni e per la sua preparazione nel mercato, (Produttore,Dj,Etichetta Discografica..) mi ritrovo molto dato che anch'io mi muovo in questo senso, Tra la mia Etichetta Elitetoile, Lavori come Tecnico del suono e arrangiatore, vecchie serate come Dj,e produzioni..


C: Come vedete la situazione delle donne nell'hip-hop?

WW: Le donne nell'HipHop svolgono un ruolo fondamentale, seppur ancora in minoranza, mantengono viva e varia la nostra cultura. E' un peccato che non ci siano molti esponenti nella scena rap, anche se per citarne una, Posi Argento fa veramente per tre, e grazie a lei abbiamo una rappresentativa veramente invidiabile.
Poi non è da sottovalutare l'ambiente del ballo, che lentamente, e con risultati differenti, sta in ogni modo passando nelle mani delle fanciulle. E con questo un toccasana ai club, che possono definirsi "misti", rendendo molto più piacevoli le jam per entrambi i sessi...
Insomma la presenza delle donne nel HipHop è fondamentale, sarebbe meglio vederne più sul palco che giù in pista, per vedere anche trattati più temi che ruotano attorno alla sfera femminile,non per avere ragazze che giocano a fare i maschiacci, ma ci si può lavorare.. diamo tempo al tempo, noi siamo fiduciosi.


C: Avete suonato dal vivo?

WW: Si, abbiamo suonato in molte manifestazioni locali organizzate dalla nostra etichetta, e poi grazie alle serate "Qualcuno c'è ancora" abbiamo aperto gli showcase di Turi e Marja, inoltre abbiamo presentato il disco al Meeting Etichette Indipendenti grazie allo stand Elitetoile,e abbiamo potuto portare a termine uno showcase HipHop in un'ambiente totalmente Rock. Spesso alcune date ci sono saltate mentre eravamo in studio per la lavorazione dell' EP, ma la nostra partecipazione all'ambiente live aumenterà proprio nei prossimi mesi.

C: Qual è l'ultimo live al quale avete assistito?

WW: Beh siamo stati al meeting etichette indipendenti e li abbiamo assistito a numerosi live della scena rock indipendente. Appena prima siamo stati a un live di Mondo Marcio, e Fabri Fibra&Nesli.
Saro: Presto andrò a vedere i Chemical Brothers, e per la Quarta volta Francesco Guccini, non si smette mai di imparare!


C: Come vedete la scena live in italia?

WW: Penso che ovviamente sia inferiore a situazioni live estere in Europa. Negli ultimi anni però si nota una notevole crescita dell'ambiente live, e sempre più locali organizzati che ospitano serate oltre alle solite jam messe in piedi dalle crew stesse.
Il settore live per questo tipo di musica è molto importante, ma la situazione economica dell'hiphop nazionale non può permettersi dei live set "stand alone", per questo siamo ancora molto legati all'ambiente del club. Forti di questa realtà infatti, dovremmo creare una fascia di hiphop da club, cioè puntare anche su singoli prettamente ballabili, sfruttando cosi a nostro favore l'immensa quantità di club house e dance convertiti più o meno all'hiphop, che però attualmente conoscono e fanno conoscere solo la scena americana.
Inizio a sentire adesso in qualche produzione l'intento, ma spesso siamo timbricamente impreparati, e a volte appaiono melodie troppo trascurate per lasciar spazio magari a strofe curatissime, che portano si la tecnica del nostro hiphop ad innalzarsi, ma allo stesso tempo lo ghettizzano e lo rendono difficile all'ascolto di persone propense ad avvivinarsi a questa cultura sulla spinta dell'ondata rap-america-club.

C: Come si potrebbe fare per migliorare il tutto?

WW: Be.. prendendo atto che il music-business nell'hiphop italiano è limitatissimo, è necessario lavorare per incrementarlo. Vedo tanti gruppi emergenti che sparano a zero su tutto e tutti, che ti ammazzano se vendi più di 1000copie o se sei ospite in un programma tv,in nome dell'anti-commercialità, sono gli stessi che spargono idee pure e libertarie..ecc ma a chi? a quei 300 che comprano il loro demo!Che senso ha dire tante belle cose a quelli che le sanno già?!
Il mercato della musica è come una piramide , se vuoi urlare le tue idee, prima devi scalare la vetta e quando sei in cima tutti ti potranno ascoltare.
Venendo al lato pratico. E' inutile inquadrare nei media il cattivo da combattere, anche se sono io il primo ad ammettere che non ci hanno mai regalato spazi impressionanti.. ma non l'hanno mai fatto con nessuno! Mi spiego meglio, il media non parla di un determinato genere di musica perchè sia appassionato di quello, i media parlano di ciò che vende e attira interesse. Ora, se noi per anni abbiamo continuato a creare prodotti (anche stupendi,per carità) ma sempre difficilmente collocabili nel nostro mercato, i promotori di musica hanno cambiato aria soffermandosi su ambienti dove la musica è professionale e sa giocarsi le chances che le vengono date.
A noi oggi viene data la possibilità di avere uno spaziettino sulla Rai, ma HipHop generation è ridicolo, veramente curato male, e poi ci si lamenta perchè la gente ci guarda come fenomeni da baraccone.. lo credo bene, io stesso pur apprezzando tutte le proposte del programma, mi rendevo conto che era imbarazzante.. questo è un'esempio di come giocarsi male una chance.
Oggi abbiamo i club che spingono Hiphop ovunque, ma i nostri Dj che fanno? Passano tutta l'America dal primo all'ultimo disco, primo perchè ci vorrebbe più collaborzione tra i Dj e i produttori, secondo perchè è difficile trovare brani italiani ballabili, spesso anche mixati e masterizzati più o meno bene, quindi se domani il dj fa ballare gli ultimi pezzi di Marcio, la gente conosce Marcio, Rido su rapture può passare il video di Marcio perchè gli spettatori sanno chi è,i soldi entrano le idee si materializzano e tutto a catena.
Questo è solo un esempio per far capire che un po di spazio ce l'abbiamo, ma bisogna giocarselo bene, e poi potrà crescere..
Ho visto per anni gente spalare merda addosso alle idee degli Articolo31 dei vecchi tempi, invece di creare qualcosa con le loro idee.Fenomeni come quello Articolo 1995-99, saranno talvolta ,e sottolineo talvolta, criticabili sui contenuti, (anche se ci sono dischi da 2000copie reputati underground,anche messi peggio), ma hanno portato per anni tanta gente a conoscere il "sottosuolo", hanno fatto conoscere ai discotecari cos'è il rap,un milione e mezzo di dischi tra "Cosi com'è" e "Nessuno" hanno fatto conoscere qualcosa di questo mondo, e se vendeva Neffa con i messaggeri della dopa, o Frankie con "Quelli che benpensano" è tutto dovuto all'attenzione che si erano tirati addosso in quegli anni.
Lavorando in questo senso sarebbe un buon inizio...


C: Come vedi il futuro dell’hip-hop?

Saro: Voglio essere ottimista, e penso ci sia qualche presupposto per esserlo..
Credo ,come già detto, che il ritorno dell'HipHop abbia qualche chance di creare qualcosa di buono, forse rimarrà una delle tante mode da un paio di stagioni e poi attenderemo 10anni per risentire qualcosa in radio,ma c'è anche la possibilità che le nuove realtà come Vibra o Audiocoop possano tenere in alto il nome della musica indipendente in generale,e quindi anche dell'HipHop. Abbiamo più possibilità di 10anni fa, sia dal lato tecnico visto che tutti ormai possono registrarsi facilmente in maniera decente, sia dal lato dell'informazione.. internet è sempre una bella arma, e delle etichette, contro abbiamo il calo delle vendite e quindi la difficoltà di creare un music-business forte, ma ci si può lavorare. L'importante è non ghettizzarsi, apprezzare l'innovazione, e prendere la musica seriamente.


C: Come vivi l’hip-hop?

WW: Io, l'hiphop lo vivo da ascoltatore e creatore, non amo però fare esclusivamente di questa cultura la mia vita, penso che per dare un futuro a qualcosa,in ogni campo, bisogna uscire dai confini della materia presa in questione per attingere da tutte le fonti e sviluppare all'interno della propria cultura il meglio di ciò che si è appreso al di fuori. Probabilmente io sono portato a lanciarmi nella musica in genere,per deformazione professionale.. di professione faccio l'ingegenere del suono e arrangiatore, e poi ho un'etichetta, quindi prima di tutto vedo sento e faccio musica, e la modello sotto forma del mio HipHop, perchè questa è la passione che mi accompagna da sempre.
Teo: io ho sempre ascoltato rap e tutt'ora lo ascolto praticamente al 90% , anche se l'influenza di Saro mi ha portato a scoperte nuove, di principio sarei meno innovatore, forse a volte per timore di non essere capito, ma poi nel corso del tempo mi sono accorto che è proprio l'innovazione e alcune scelte azzardate che fanno parlare di noi e che ci fanno riconoscere come White Widow.

C: Come vedete il vostro futuro nell'hip-hop?

WW: Siamo proprio all'inizio, quindi dal futuro mi aspetto di tutto. Siamo contenti dell'attenzione che un po di media ci hanno dato, belle recensioni, questa intervista, e altri spazi su siti e giornali. Ci stiamo muovendo bene, e nel frattempo la nostra etichetta si muove allo stesso modo, dandoci la possibilità di fare dischi e suonare fuori.
Ci manca una vera e propria distribuzione per ora, ed è su quello che punteremo nel futuro, forse anche andando a chiedere a Vibra, cosa che non abbiamo ancora fatto. Intanto stiamo preparando il nuovo disco, e spero che l'HipHop italiano sia pronto ad accogliere il nostro prossimo lavoro, molto più complesso ma ancora più sullo stile White Widow..staremo a vedere


C: Vostri progetti futuri?

WW: Per i progetti futuri, oltre al disco nuovo, vorremmo in comune accordo con la nostra etichetta Elitetoile creare una compilation di gruppi HipHop di varie realtà in modo da unire sempre più le forze e poter far ascoltare i brani di tutti sempre più lontano. Per questo chiunque fosse interessato a questo progetto può mandarci i suoi brani o contattarci per le sue idee!

C: Volete dire qualcosa che non vi ho chiesto?

WW: Chi fosse interessato ai nostri pezzi, può ascoltare dei demo sul sito www.elitetoile.it (ancora in costruzione).

C: Volete salutare qualcuno?

WW: Un saluto a tutti quelli che spingono il sound HipHop in alto, e vogliono credere che possa diventare qualcosa di più di una semplice nicchia, perchè prima di tutto facciamo musica.L'arte può esserci dappertutto che sia HipHop,Dance,Jazz o Heavy Metal, perchè la bella musica nasce dal cuore, non importa se poi farà ballare,suonare,piangere o pensare...

WHITE WIDOW
Saro & Teo
Produzioni "Elitetoile"
info: www.elitetoile.it


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